Imprenditoria giovanile meridionale, intervista a Mario Bocchino

Imprenditoria giovanile meridionale, intervista a Mario Bocchino

Caserta 12 novembre 2018

In occasione del convegno che si terrà a Caserta nella giornata di oggi 12 novembre, presso Sala Congressi Great Gym Active, promosso dal Consorzio di Sviluppo per l’Area industriale della provincia di Caserta, sul tema dell’imprenditoria giovanile nel mezzogiorno, proviamo anche noi a fare il punto della situazione insieme ad un giovane imprenditore meridionale, Mario Bocchino

1) Mario, ci spieghi in cosa consiste la tua attività?

R. La mia attività parte dall’amore per la mia terra, che come giovane meridionale ho riscoperto nel tempo. Il desiderio di valorizzare il territorio e tutto ciò che offre, ospitando chi avverte la necessità di un temporaneo allontanamento dalla vita caotica di oggi immergendosi nei colori, nei profumi, nella natura della nostra terra, è stato il motivo propulsore che mi ha convinto a “scendere in campo”, come si dice, rischiando in prima persona.

2) Parli di rischi, evidentemente ci sono anche quelli economici. Hai ricevuto aiuti dallo Stato o dalla comunità europea?

R. No. Ho messo in gioco del mio, una mia proprietà. Niente aiuti.

3) Questo in risposta a chi al sud vede solo assistenzialismo, invece ci sono persone come te che addirittura costruiscono un’impresa senza chiedere elemosine.

R. Se si può, ritengo sia giusto farlo.

4) Non abbiamo detto di quale terra parli.

R. Diciamo tutto il beneventano. Noi siamo presso Apice. La residenza si chiama “Borghetto S.Antonio”. Abbiamo anche una pagina facebook.

5) Quali difficoltà hai maggiormente trovato?

R. Al momento la difficoltà maggiore deriva dalla burocraticitá nell’avvio dell’attivita e dalla reperibilità di persone qualificate per eseguire dei lavori anche banali.

6) Dunque a tuo avviso è proprio lo Stato a creare più difficoltà, attraverso una macchinosta burocrazia?

R. Si

7) Mentre iniziative per la formazione del personale specializzato nel lavoro in un tipo di impresa a carattere turistico, che dovrebbe essere la specificità del meridione, sono scarse?

R. Certamente c’è una difficoltà a trovare personale specializzato.

8) Perché hai scelto la strada dell’imprenditoria e non quella del “posto fisso”?

R. Fare l’imprenditore è stata una scelta di libertà. Voglio credere, nonostante tutto, che per la mia generazione questo sia ancora possibile. Non credo nel posto fisso, ammesso che ci sia ancora la possibilità di trovarne uno.

 

Dinnanzi a queste situazioni  tornano alla mente tutte le verità negate sul nostro meridione, sulla sua storia e sul suo valore. Il sud oggi non ha gradi imprese o grandi imprenditori che operano nelle nostre zone, tuttavia i nostri territori hanno avuto una grande tradizione imprenditoriale soprattutto nel periodo antirisorgimentale, prima del 1861, in quanto i Borbone all’epoca adottarono una politica che mirava all’autonomia economica del loro Regno. Rilevante importanza avevano sia il settore agricolo sia quello industriale; quest’ultimo era in forte espansione perchè sostenuto dal governo mediante “politiche protezionistiche e l’incentivazione della penetrazione nel regno di capitali stranieri “. Successivamente all’unità italiana, però, furono attuate dal nuovo governo Sabaudo politiche atte ad inibire lo spirito imprenditoriale della nostra gente, come fu espresso esplicitamente dal primo governatore della Banca Nazionale del Regno d’Italia dal 1861 al 1882, Carlo Bombrini, il quale, riferendosi ai meridionali, disse esplicitamente «Non dovranno mai essere più in grado di intraprendere».

Bombrini, però, non conosceva i giovani come Mario, i “nostri” giovani, figli di un popolo laborioso, forte e determinato, il popolo del Regno delle Due Sicilie!

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