Dal Sud il vento della storia soffia potente!

di Lucia Di Mauro
Napoli, 12 dicembre 2018
Il neocapitalismo globalizzato ed il suo credo neoliberista stanno per chiudere il loro ciclo storico e come sempre è stato nei passaggi, mai indolori, tra epoche diverse e contigue, sarà necessario pagare il prezzo alla “nuova rivoluzione”.
Solo fino ad un decennio fa sembrava impossibile parlare ancora di rivoluzione dei popoli, poteva tutt’al più esserci una rivoluzione tecnologica o scientifica o della medicina, ma rivoluzione di classe, rivoluzione sociale, rivoluzione del popolo (russo, francese, ecc) sembravano anacronistici abbinamenti semantici, in quanto ormai l’unica regola a governare la storia dei popoli era la legge dei mercati.
D’improvviso, però, il vento della storia ha gridato la sua nostalgia ed è tornato al passato. Molti sono i popoli che oggi si stanno ribellando, certo non in modo omogeneo, ma ognuno a modo proprio.
La Francia ad esempio, che non ha una società a struttura piramidale (nel senso che esiste la gente e quelli che comandano senza molte mediazioni, ad esempio quelle sindacali), ha preferito una rivoluzione ad urto, violenta e trasgressiva. Diciamo però che il popolo della Marsigliese ha anche potuto permetterselo perché, appartenendo ad una delle nazioni più potenti al mondo, ha avuto grande risonanza mediatica con una narrazione tutto sommato positiva degli avvenimenti.
Non ha avuto la stessa fortuna l’antica ellade, la Grecia, che è stata massacrata dal regime tecnocratico, bancario e liberista per ben due volte: la prima attraverso l’imposizione di provvedimenti economici che hanno immiserito i suoi figli, la seconda attraverso la repressione violentissima della sua giusta ribellione alla Francese (per intenderci); il tutto nel quasi silenzio della stampa.
In Italia invece la rivoluzione è andata al governo. L’antisistema è diventato sistema. Almeno è l’idea che domina nella narrazione mediatica. Ma riflettendo bene su ciò che è accaduto dal 4 marzo ad oggi, probabilmente si potrebbe essere solo parzialmente d’accordo con queste ultime affermazioni.
Le elezioni di marzo hanno visto la lega vincere con il 17% e il M5S con il 32%, inoltre la lega ha prevalso prevalentemente al nord, mentre i grillini hanno fatto il pienone al sud. Ma se i grillini non avessero avuto il rilevante peso dell’essere il primo partito, la destra avrebbe vinto e ci sarebbe stata al governo un’alleanza di partiti pro europa, pro TAV, pro flat tax, insomma un governo quasi gemello del precedente, che era firmato PD ma con valori, scopi e protezionismi coincidenti a quelli di destra, governo che han ignorato e deriso il sud, perché pensava di poterselo “comprare” con 20€ a voto. Le ultime elezioni, però, hanno riservato una sorpresa: il sud compatto ha votato per una speranza, una possibilità (e non per il reddito di cittadinanza) in cui ha voluto credere, il sud si è mostrato popolo unito e consapevole, per nulla ripiegato su di sé, il sud si è mostrato un “soggetto politico” (Aprile), capace di determinare il futuro della nazione, quando gli si dà una possibilità.
Questo la Lega lo ha capito e cerca di sfruttarlo. Stiamo attenti: non permettiamo che il vento caldo della nostra giusta insurrezione finisca per trasportare fiamme assassine, già viste da 157 anni ormai, che brucino ancora la nostra terra.

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