L’Europa che mai vorremmo vedere: l’OLANDA!

L’Europa che mai vorremmo vedere: l’OLANDA!

di Lucia Di Mauro

Napoli, 26 maggio 2018

L’affermazione secondo cui la sovranità degli stati nazionali, particolarmente di quelli piccoli, sia per estensione geografica, sia per numero di abitanti, stia scomparendo perché fagocitata dal globalismo dei mercati è solo parzialmente vera; un esempio che la sconfessa è l’Olanda.
I Paesi Bassi infatti sono una nazione di circa settemila e cinquecento chilometri quadrati (l’Italia è 301 340 km²) e  poco più di sei milioni di abitanti (l’Italia ne ha 60,5 milioni), dunque un nazione di dimensioni ridotte ma con un grande potere di sovranità interno ma anche e soprattutto esterno a se stessa.
L’Olanda è stata un impero coloniale, creatosi tra il xvii ed il xx sec., che si estese dal Canada alle Antille, dall’Africa alla Guyana ed ebbe persino un periodo brasiliano.
Espressione e consolidamento di tale potenza fu la Compagnia olandese delle Indie (Vereenigde Oost-Indische Compagnie-VOC), una delle più grandi compagnie commerciali della storia che consentì ai Paesi Bassi di possedere il monopolio del commercio delle spezie in Asia e ne garantì il potere economico , non solo, ma anche politico e sociale su molti territori asiatici; particolarmente gli olandesi si impossessarono dell’Indonesia.
La fine del colonialismo moderno, cioè dell’acquisizione militare di alcune nazioni da parte di altre per sfruttarne risorse primarie ed umane, ha segnato tuttavia l’inizio del cosiddetto neocolonialismo che è soltanto un modo indiretto e meno esplicito per continuare ad imporre il potere economico, sociale e culturale ai paesi “vittima”. Questi paesi, la cui politica è inesistente nel senso che si configura soltanto come conseguenza di imposizioni economiche esterne, subiscono il governo occulto di un’élite fintamente neo-liberista ma di fatto neo-feudale, che ha come referenti-kapò i governi di altre nazione, molte delle quali sono ex imperi coloniali. L’Olanda può essere annoverata di diritto tra queste ultime. Ricordo che fu a Oosterbeek (Paesi Bassi) dove avvenne nel 1954 la prima riunione ( e molte delle successive) del Gruppo Bilderberg e che, oggi, l’Olanda è sede rappresentativa delle più potenti banche internazionali.
L’egemonia fiamminga è francamente manifesta quando esponenti del suo governo predicano rigore nel rispetto delle regole europee, austerità e sacrifici nei bilanci degli altri, ma fanno del loro paese un vero paradiso fiscale.
Il potere del governo olandese si è anche imposto nelle trattative per ottenere che fosse situata ad Amsterdam la sede dell’ Agenzia europea delle medicine (Ema), a cui si era candidata anche Milano; addirittura la Commissione europea ha ammesso di aver accettato una documentazione, presentata dall’ Olanda, tenuta segreta e “confidenziale”.
Tale consolidato potere neocolonialista si traduce anche in atteggiamenti di disprezzo pregiudizievole nei confronti dei paesi appartenenti all’area mediterranea europea. Esempio lampante di ciò sono le affermazioni del socialdemocratico Jeroen Dijsselbloem, nonché presidente dell’Eurogruppo, secondo cui i PIGS (suini), cioè Portogallo, Italia, Grecia, Spagna, “non possono “spendere tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto”.
Il ruolo di subalternità coloniale a cui è stata destinata l’Italia non è cosa recente, come prova l’articolo n°75 della Costituzione (approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947 ed entrata in vigore il 1° Gennaio 1948) in cui è espressamente vietato il referendum abrogativo sulle leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali”. Dunque la sovranità popolare non è estesa ai rapporti con l’estero, cioè il popolo non più pendere decisioni in merito all’euro o al rimanere in Europa, poiché sarebbe anticostituzionale.
Dal fronte duosiciliano permettetemi di far rilevare la significativa analogia esistente nel rapporto intercorso tra nord europa e area mediterranea, con quello esistente tra nord Italia e mezzogiorno. L’epiteto di Suini propinato ai paesi sud europei, richiama alla mente l’affermazione dell'”eccellentissimo” ministro della Repubblica Italiana Roberto Calderoli, che affermò : “Anche i topi votano”, in riferimento ai voti del meridione.
Breve inciso per ricordare la nostra condizione duosiciliana di colonia intera (come brillantemente la definì Zitara) ad un’altra colonia.
In conclusione un’ Europa che relega alcuni paesi in una posizione di subalternità, se non di vero e proprio sfruttamento, rispetto ad altri, un’Europa che perpetua situazioni di colonialismo, senza considerare la dignità economica e culturale a cui tutti i suoi componenti hanno parimenti diritto, un’Europa asservita alla grande economia in modo tale da abdicare completamente al suo ruolo politico, L’Europa dei favoritismi e delle imposizioni ( fiscal compact ed il tetto del 3% per il deficit statale), insomma l’Europa……… all’olandese è quella che non ci piace, a cui non pensiamo di appartenere e che mai vorremmo più vedere realizzata!

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