Il brigante Cappuccino

libro_brigante_cappuccinoIl brigante Cappuccino (Giuseppe Padovano 1832-1874)

Napoli 16 settembre 2016

Tratto dal libro “Il brigante cappuccino” di Giuseppe Coniglio, Capone Editore.

Uno dei primi briganti del materano fu certamente Giuseppe Padovano di Craco, che poi cambiò il suo nome in Cappuccino, un semplice ed onesto lavoratore della terra, ex militare borbonico, che, deluso dalle facili promesse dei nuovi governanti, si trasformò in spietato brigante, certamente tra i più sanguinari, ricercato da tutte le forze dell’ordine, che avevano messo sul suo capo una tra le taglie più elevate. Cappuccino intraprese una sua guerra personale anche contro quei proprietari e galantuomini che lo avevano sempre respinto, e contro quelli stessi braccianti e salariati, che si erano sottoposti ed asserviti ai più ricchi. La storia del brigante Cappuccino è tra le più interessanti e si identifica non solo con le scorrerie e vendette di cui fu protagonista, ma soprattutto nella completa metamorfosi di un giovane alla ricerca di una dimensione umana che non riuscì mai a trovare. Come tanti altri depredò per non essere depredato di quel poco che aveva; uccise per non essere ucciso ed in talune circostanze dimostrò di essere il vero autentico paladino delle classi più povere, restituendo ad esse il maltolto. Il modello a cui si ispirò fu Egidio Pugliese, di cui prese il posto nella banda, dopo la sua morte. Ma se la storia di Egidio fu breve, quella di Cappuccino fu più intensa, più drammatica e la più sofferta di tutte. Egli infatti operò con i suoi uomini ininterrottamente dal 1861 fino a tutto il 1874 ed il suo fedelissimo luogotenente Federico Aliano fu l’ultimo brigante condannato alla pena capitale in Basilicata il 14 agosto 1875.

Nessun angolo della Basilicata fu stato immune dalla sua azione. La perfetta conoscenza dei luoghi, nonché la grande forza e tenacia che possedeva, furono armi vincenti contro gli invasori, ma il suo sogno di contribuire a formare una società più giusta svanì inesorabilmente. Rimasto solo ed abbandonato, privo di forze e di sostentamento, volle rivedere la sua Craco, forse consapevole del suo destino. E quella volta il ritorno gli fu fatale.

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